HR e gestione del dato del personale: "equilibrismo" tra conformità al GDPR e necessità operative

Pubblicata il 28 January 2021

Tutti noi conosciamo il ruolo cruciale che assume l’Ufficio Risorse Umane all’interno delle imprese. Non sempre, però, siamo altrettanto consapevoli del livello di responsabilità e di rischio che l’amministrazione del personale comporta.

L’HR, infatti, è chiamato quotidianamente a gestire i dati personali di dipendenti e collaboratori (e talvolta dei relativi congiunti), trattando queste informazioni in ogni fase del rapporto di lavoro: dalla selezione alla rilevazione delle presenze, passando per la gestione dei turni e la localizzazione dei mezzi, la formazione e le valutazioni delle performance, sino ovviamente agli adempimenti amministrativi connessi al pagamento degli stipendi, alle certificazioni dei redditi e alle pratiche di malattia o infortuni, con relativa trasmissione a soggetti terzi.

Per fare questo, l’Ufficio Risorse Umane deve costantemente destreggiarsi tra una pluralità di normative che si coordinano ed integrano tra loro, non ultimo il Regolamento sulla protezione dei dati.

La delicatezza di questo ruolo discende anche dalla natura dei dati personali oggetto di trattamento, laddove nel corso del rapporto lavorativo le informazioni acquisite sul lavoratore si implementano costantemente di dati non soltanto meramente anagrafici, ma anche particolari (primi fra tutti, quelli sanitari), sino a quelli penali.

Ognuna di queste fasi, come ciascuna di queste categorie di dati, assume un peso diverso e richiede al contempo particolari cautele, basate sempre e comunque sul fondamentale presupposto del rispetto dei principi che regolano l’attività di trattamento.

Ecco dunque che anche la trasmissione e la condivisione dei dati dei dipendenti nei confronti di terzi, ad esempio del consulente del lavoro, non potrà prescindere dall’adeguata nomina e dal rispetto da parte di questi ultimi delle garanzie di trattamento, come previste dal GDPR.

È importante, infatti, ricordare il primato che assume l’errore umano nei data breaches, come riconosciuto dalla Conferenza Internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC ora Global Privacy Assembly) del 2019, che oggi più che mai viene messo in luce dall’aumento esponenziale di attacchi informatici (+250% nel secondo semestre 2020 secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla cybersecurity di Exprivia).

Circostanze, queste, che rendono sempre più imprescindibile un’adeguata formazione del personale, non solo al fine di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR, ma anche per assicurare una rinnovata capacità di resilienza all’impresa stessa.

 

Per informazioni:
Tel.: 0422 916417
E-mail: privacy@unisef.it

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FINANZIAMENTI
14-09-2021
Produzione Digital: corso gratuito per aziende manifatturiere del Friuli Venezia Giulia
Nell’ambito del catalogo “Da tuta blu a tuta blu”, ideato da IP4FVG in collaborazione con vari enti di formazione tra cui UNIS&F, sta per partire il corso “Produzione Digital”: 24 ore di formazione che hanno come obiettivo quello di favorire l’introduzione e l’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie in azienda attraverso il confronto attivo con chi opera quotidianamente con le tecnologie 4.0.Grazie all’impostazione formativa peer-to-peer, infatti, il corso vede impiegati nel ruolo di docenti, operai e tecnici provenienti da importanti aziende del Friuli Venezia Giulia che hanno già implementato soluzioni tecnologiche 4.0. In particolare, saranno presentate le testimonianze di tecnici e operatori delle seguenti aziende: Brovedani, Danieli Automation, Limacorporate, Premek High Tech, SCM Zanussi e Wartisila Italia.Destinatari del corso sono i dipendenti di aziende manifatturiere del FVG, in accordo con le imprese di appartenenza. In particolare: operai e tecnici con esperienza nei processi gestiti con tecnologie tradizionali. Non potranno essere accolte richieste di adesione da parte di liberi professionisti e consulenti.Le iscrizioni saranno aperte fino al 17 settembre 2021.Il programma di dettaglio del corso e la scheda d’iscrizione sono disponibili al seguente link.Qui la brochure del percorso. Per informazioni:Stefano ParisottoTel. 3386343653E-mail: sparisotto@unisef.it
SERVIZI
07-09-2021
Cloud computing: istruzioni per proteggere i dati e… non cadere dalle nuvole
Negli ultimi anni, la cosiddetta “nuvola informatica” ha dimostrato di essere uno strumento non solo di importanza strategica per le imprese, ma anche estremamente trasversale e versatile.Si tratta, infatti, di una tecnologia in grado di offrire infrastrutture e potenza di calcolo a una larga gamma di soggetti, comprese le piccole e medie imprese, fornendo indistintamente vantaggi in termini di efficienza e risparmio, anche a quelle realtà che difficilmente avrebbero potuto raggiungerli con le proprie sole risorse.Non solo, ma nel tempo questo strumento si è mostrato estremamente versatile, venendo impiegato senza discriminazione nei più diversi campi ed offrendo soluzioni idonee a soddisfare le esigenze più diverse.Tuttavia, proprio ciò che costituisce il punto di forza del cloud, ovvero la gestione esternalizzata di dati e processi, ne costituisce al contempo il punto più critico.Difatti, per sua natura, tale strumento presenta numerose problematicità, tra cui una drastica diminuzione del controllo dei dati da parte dell’azienda titolare, che si riverbera nell’impossibilità di verificarne la corretta gestione, l’ubicazione dei server (questione ancora più problematica dopo la sentenza Schrems II), l’adozione e il rispetto delle misure di sicurezza da parte del fornitore, solo per citarne alcune.Queste circostanze sono ben note a livello europeo, tanto che ENISA ha oggi in corso la stesura di un nuovo schema di certificazione della sicurezza informatica nel cloud, all’esito di una consultazione pubblica terminata lo scorso febbraio.Non solo, ma a riprova della rilevanza del tema, lo scorso maggio l’EDPS ha comunicato di aver aperto due indagini sui servizi cloud forniti da Amazon e Microsoft alle istituzioni europee, nel timore di una loro non conformità al GDPR, in particolare con riguardo al tema del trasferimento dei dati.Se, quindi, risalgono al 2012 le ultime istruzioni a imprese e pubblica amministrazione fornite del Garante Italiano tramite il vademecum “La guida del Garante della Privacy per imprese e pubblica amministrazione”, il panorama giuridico e tecnologico, nel mentre, è profondamente mutato, e rende necessario uno sguardo più esperto e aggiornato, al fine di mitigare i rischi e le criticità connesse all’uso di tale tecnologia.Per poter, dunque, ricorrere a un uso del cloud “GDPR compliant” è bene oggi conoscerne, riconoscerne e soppesarne i punti critici e i vantaggi, così da saper scegliere con cura la soluzione più sicura per il proprio business ed evitare di poter…cadere dalle nuvole.Per informazioni:Tel.: 0422 916417E-mail: privacy@unisef.it