Che spettacolo d'impresa!

Pubblicato il 19 luglio 2017

Il mecenatismo artistico come motore di rigenerazione culturale

Il progetto “Palcoscenico d’Impresa” ha preso avvio lo scorso febbraio dalla necessità, più ancora che dalla volontà, di ricreare quel rapporto fra territorio e impresa, che nel tempo è andato affievolendosi. Grazie a un’analisi svolta da UNIS&F all’interno di realtà produttive pordenonesi, è emerso che in questo preciso momento storico, questa unione risponde sia all’esigenza delle imprese di riallacciarsi al territorio e alle persone, che a quella delle associazioni e dei singoli imprenditori culturali di riuscire a produrre per il territorio e non solo.


Dopo una prima serata di presentazione del progetto, sono stati selezionati 15 corsisti che hanno brillantemente seguito e portato a termine il percorso. Iniziato con una prima giornata introduttiva, mirata a delineare una base comune sulla quale muoversi, è poi proseguito con delle giornate di confronto con alcune realtà produttive e imprese culturali che hanno già avuto modo di sperimentare questa commistione tra i due mondi e che hanno raccontato la loro esperienza.


“È stato un piacere partecipare al percorso “Palcoscenico d’Impresa” a nome di Servizi CGN per illustrare la nostra strategia in campo culturale e mettere in luce i progetti che abbiamo realizzato in partnership con il Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” di Pordenone e con gli altri partner culturali del territorio. I partecipanti al percorso formativo sono stati estremamente partecipativi e hanno saputo mettere a frutto la propria professionalità per proporre idee progettuali di grande valore e interesse, alcune delle quali possono essere sicuramente prese in considerazione dalle imprese del territorio. Partecipare a “Palcoscenico d’impresa” è stata una preziosa occasione di confronto e di condivisione, dalla quale è emersa con forza una visione comune: la cultura non è un semplice elemento di contorno ma è una vera e propria risorsa strategica attraverso la quale far crescere le persone, favorire la creatività e la circolazione di idee, rafforzare il legame tra azienda e territorio di riferimento. La cultura ci permette di vedere di più e più a fondo, ed è proprio questo quello di cui abbiamo bisogno per affrontare con consapevolezza il futuro” - questo il commento di Marta Bertani, dell’ufficio Marketing e Comunicazione del Gruppo Servizi CGN.

“Abbiamo aderito al progetto perché dopo un anno mezzo di eventi all'interno del nostro Club Kristalia ci siamo resi conto che c'è bisogno di figure professionali specifiche che sappiano gestire e coordinare le attività legate al mondo dell'intrattenimento.” - dichiara Manuel Da Ros, Marketing Coordinator di Kristalia srl, una delle aziende che hanno portato la propria testimonianza - “Il nostro Club attualmente è gestito con le stesse forze utilizzate nella vita lavorativa di tutti i giorni, figure professionali che si adattano, ma ci siamo resi conto che servono conoscitori di tutti gli aspetti relativamente alla gestione, accoglienza e programmazione delle attività. Il nostro scopo è quello di ridare al territorio quello che il territorio ci ha dato e permesso di fare, sarebbe bello poter arrivare un giorno ad avere addirittura una figura professionale cresciuta nel territorio che lo gestisca”.

Nella seconda fase del percorso, i partecipanti sono stati guidati da un imprenditore del territorio, Andrea Bravin della Comin Arredamenti Srl di San Quirino, che, in veste di coach, ha aiutato i partecipanti a capire che una buona idea non basta senza il metodo. Ha spiegato loro i contenuti minimi che un’idea progettuale deve avere e i momenti fondamentali, necessari per un’adeguata presentazione.

“In meno di 24 ore di formazione esperienziale, 15 artisti pordenonesi hanno messo le basi per essere una nuova impresa culturale”, afferma Andrea Bravin, “con la presentazione alle imprese, si è concluso un coraggioso ed entusiasmante progetto. Ringrazio questi fantastici ragazzi per aver sperimentato insieme nuovi modi per accelerare i processi di connessione, cooperazione e d'emergenza dell'identità di gruppo: un team pronto per sviluppare il capitale intangibile delle imprese che vogliono fare davvero la differenza”.

Lo scorso 30 maggio, alla fine del percorso, i gruppi di lavoro sono stati infatti chiamati a presentare le proprie idee-progetto alle imprese e queste a valutarli. Quest’ultimo step è stato importantissimo non solo per i creativi, che hanno avuto modo di comprendere punti di forza e di debolezza delle proprie idee progettuali, ma anche per le aziende, che si sono messe in gioco, valutando la concreta possibilità di realizzazione dei progetti.

Proprio a partire dai progetti valutati positivamente dalle aziende, UNIS&F svilupperà, nella seconda metà dell’anno, un altro percorso formativo, mirato a plasmare la figura del Tecnico in Preparazione di Eventi Culturali, un professionista in grado di realizzare concretamente delle idee ancora allo stato embrionale attraverso forme innovative di comunicazione e di dare risposta agli effettivi bisogni delle aziende. Deve saper sviluppare capacità, conoscenze e competenze che portino dal processo creativo all’organica messa in atto dell’idea progettuale, collaborando con tutti i portatori di interessi (i cosiddetti stakeholders).

La provincia pordenonese è carente di figure con competenze simili ed ecco che, se le idee non mancano e se l’iniziativa imprenditoriale dovesse abbracciare l’impresa culturale, ci sarà bisogno di persone preposte alla realizzazione degli intenti, in grado di ottimizzare i costi e collocare il progetto nella corretta sede amministrativa.

Ecco perché i due percorsi, quello appena concluso e quello in avvio per l’autunno, sono tra loro fortemente legati e permetteranno alle aziende di conoscere la forza artistica del territorio e ai creativi di confrontarsi con le realtà economiche, dando vita a nuovi modelli produttivi possibili, in cui i due mondi siano più connessi tra loro.  Le imprese potranno veicolare il proprio messaggio non solo relativamente al territorio ma anche esternamente, oltre a migliorare il rapporto con le proprie risorse umane, patrimonio fondamentale per poter competere in un mondo che, negli ultimi anni, ha subito forti mutamenti e che necessita di una riscoperta della cultura per proiettarsi nel futuro.

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