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UNIS&F si rinnova

"Ogni giorno, migliaia di utenti e aziende accedono al catalogo corsi, alla proposta dei servizi e a tutto l'ecosistema messo a disposizione da UNIS&F: per questo il lavoro legato alla realizzazione di questo nuovo sito è stato molto importante con l'obiettivo di affiancare sempre di più le aziende agevolandole nella ricerca degli argomenti di interesse"

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Servizi

Formazione Zero Pensieri

Da oggi puoi affidare a noi tutto il tuo processo formativo!

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Formazione

Cyber Security Lab

A UNIS&F il nuovo laboratorio per la cyber sicurezza

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Tra il sapere e il saper fare

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Esperienza e competenza al servizio di imprese,
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dal 1991
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Affianchiamo e supportiamo le imprese con una gamma completa di servizi di consulenza in grado di rispondere a tutte le esigenze aziendali.

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UNIS&F risponde in modo completo alle molteplici esigenze di aziende e privati con soluzioni formative approfondite e puntuali.

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Supportiamo le aziende e le persone nella realizzazione di attività formative finanziate da enti pubblici, istituti e fondi professionali.

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La gestione del rischio penale nell'impresa

Dal 5 novembre 2021 - online

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laboratorio di fabbricazione digitale, dove le persone si incontrano e creano
FabLab Treviso

FabLab Treviso nasce con lo scopo di porsi come punto di riferimento per lo sviluppo dell'innovazione e lo scambio di idee, mettendo a disposizione un luogo dove renderle concrete, aperto alla collaborazione e capace di innescare nuovi processi creativi. FabLab Treviso, Made by People!

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Troviamo la giusta soluzione ai bisogni delle imprese
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supporta le aziende nella calendarizzazione dell'attività mettendo a disposizione la piattaforma e supportando e realizzando prove tecniche pre-formazione per tutte le verifiche del caso, coinvolgendo e allineando anche i docenti.
 

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Le imprese sono tenute rispettare le normative in materia di tutela dell’ambiente, conservando la propria competitività sul mercato globale anche per strutturare la propria crescita in maniera sostenibile.

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FORMAZIONE
28-06-2021
Sono aperte le iscrizioni per il Master in gestione del rischio penale nell’impresa
Da oggi è possibile prenotare il proprio posto per il Master:LA GESTIONE DEL RISCHIO PENALE NELL'IMPRESAvenerdì pomeriggio e sabato mattina, dal 5 novembre al 4 dicembre 2021Videoconferenza e in presenza (UNIS&F Lab, via Venzone 12, TV)Il Master, patrocinato dall’Università degli Studi di Padova, sarà diviso in dieci appuntamenti che tratteranno i seguenti argomenti, tutti sviluppati con taglio operativo, per fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per la gestione della quotidianità operativa in azienda:1°GIORNATA: IL RISCHIO PENALE NELL’IMPRESA E LA SUA GESTIONE2°GIORNATA: I REATI TRIBUTARI3°GIORNATA: IL SISTEMA ANTICORRUZIONE4°GIORNATA: IL FALSO IN BILANCIO E L’ANTIRICICLAGGIO5°GIORNATA: IL FALLIMENTO E LE PROCEDURE CONCORSUALI6°GIORNATA: BREVETTI E MARCHI7°GIORNATA: TUTELA DEI DATI E CONTROLLO SUI LAVORATORI8°GIORNATA: SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO9°GIORNATA: DANNO AMBIENTALE E REATI AMBIENTALI10°GIORNATA: ESERCITAZIONE PRATICA, PROVA FINALEL’iniziativa sarà caratterizzata dall’intervento di docenti di alto profilo, con esperienza pluriennale sia in campo professionale che in campo didattico e accademico, individuati tra Avvocati, Magistrati, Dottori Commercialisti ed altri professionisti con significativa conoscenza dell’ambito aziendale.Il Master vedrà anche il contributo del Dott. Cantone, già presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), che introdurrà l’appuntamento dedicato all’anticorruzione.A questo link è possibile scaricare la brochure dedicata all’iniziativa e consultare il programma completo di ciascuna giornata, il calendario, i nomi e il curriculum dei docenti che interverranno. Per informazioni:Maria Sole VendraminTel.: 0422 916417E-mail: compliance@unisef.it
SERVIZI
11-06-2021
Formazione zero pensieri: da oggi puoi affidare a UNIS&F la tua formazione
 Competenza, affidabilità, esperienza, autonomia, pragmatismo, capacità di dialogo: questo è quello che mette a disposizione UNIS&F con la nuova iniziativa “Formazione zero pensieri”. Si tratta della possibilità per le aziende di affidarci l’intero processo di formazione, a partire dall’analisi della situazione iniziale e dalla definizione degli obiettivi da raggiungere, fino al follow-up finale.UNIS&F si prende dunque in carico l’intera attività di adeguamento e implementazione delle competenze, dialogando con le figure interne interessate e definendo i diversi step da compiere.Un vantaggio per le imprese che non hanno il tempo o le risorse interne per gestire la complessità del processo formativo. Avranno la possibilità di avere un interlocutore unico con cui dialogare che sarà di supporto sia nella parte operativa che in quella di progettazione, occupandosi anche della ricerca e della gestione delle diverse possibilità di finanziamento (Fondimpresa, Fondirigenti, etc.).Formazione zero pensieri può, inoltre, facilitare i processi di riorganizzazione e trasformazione aziendale, attraverso il confronto con un unico interlocutore che supporta l’impresa e garantisce un monitoraggio costante.Siamo a disposizione per ogni ulteriore informazione e per fissare un appuntamento in azienda.Consulta i dettagli del servizio. Per informazioni:Pasquale CostanzoTel. 0422 916471E-mail: formazione@unisef.it
FORMAZIONE
10-06-2021
Le indicazioni della Regione Veneto per aderire alla campagna vaccinale anti-COVID19 nei luoghi di lavoro
Mentre prosegue la vaccinazione per tutta la popolazione attraverso gli hub gestiti dalle AULSS competenti per territorio secondo il Piano di vaccinazione nazionale, la Regione del Veneto ha pubblicato nel proprio sito istituzionale tutte le informazioni relative alle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, la cui realizzazione dipende principalmente dalla disponibilità effettiva di dosi vaccinali in esubero rispetto ai fabbisogni della campagna vaccinale pubblica, nonché dalle condizioni di trasferimento dei vaccini nel rispetto della catena del freddo e dei requisiti per la loro gestione (dosaggio e divieto di accantonamento).Da questo link è possibile accedere alla documentazione e ai riferimenti per la manifestazione d’interesse; l’adesione deve essere trasmessa, utilizzando la modulistica scaricabile dal sito, alla AULSS competente per territorio e per conoscenza alla propria associazione di categoria Provinciale.La vaccinazione anti-COVID19 in ambiente di lavoro, anche se affidata al Medico Competente aziendale, rappresenta una iniziativa di sanità pubblica, finalizzata alla tutela della salute della collettività, e non attiene strettamente alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Pertanto la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo al Servizio Sanitario Regionale, per il tramite dell’Azienda ULSS di riferimento.Per informazioni:Ufficio SicurezzaTel.: 0422 916456/451E-mail: sicurezza@unisef.it
FORMAZIONE
10-06-2021
Il ruolo del Medico Competente nelle varie fasi della pandemia: approfondimento del Garante Privacy
Il Garante Privacy ha recentemente pubblicato un approfondimento tecnico che analizza le attribuzioni del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, sia in situazione ordinaria che nel contesto emergenziale, ovviamente prestando particolare attenzione al tema del trattamento dei dati personali.Il medico competente, nell’esercizio della sua funzione, è espressione anche di un interesse pubblico (tutela del lavoratore e della collettività) che va oltre la sfera di competenza del datore di lavoro e ai relativi poteri. Mantiene una propria autonomia che gli consente di fare delle valutazioni che possono anche non essere allineate alle scelte organizzative e gestionali del datore di lavoro; risponde piuttosto ai principi della medicina del lavoro e del Codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale. Anche sul fronte della Privacy, il professionista deve trattare i dati in modo autonomo, nel rispetto della disciplina di protezione dei dati e dei principi che regolano l’attività diagnostica, delle regole di deontologia professionale, con particolare riguardo al segreto medico-paziente. È significativo ricordare che il legislatore ha regolato in modo molto preciso e dettagliato il tema della conservazione della documentazione sanitaria, in tutte le casistiche possibili (a regime, alla cessazione dell’incarico del medico competente, alla cessazione di un rapporto di lavoro, alla cessazione di attività dell'azienda).Il medico competente inoltre è tenuto a specifici obblighi di comunicazione del medico competente in favore di altri soggetti istituzionali che perseguono finalità di sanità pubblica e di prevenzione.Nei mesi di pandemia il medico competente ha assunto una posizione di maggiore centralità nel contrasto e nel contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 nel contesto lavorativo, sia per il maggior impegno nel supportare le aziende sia nel contribuire al perseguimento degli obiettivi collettivi. Fin dalle prime settimane dell’emergenza, il Garante ha sottolineato la funzione di garanzia del medico competente nel trattamento dei dati dei lavoratori, fornendo chiarimenti e puntualizzazioni per iscritto.Come da Protocollo il Medico Competente collabora con Datore di lavoro e SPP nell’individuazione, attuazione e perfezionamento delle misure e nell’osservanza dei protocolli anticontagio, nell’informazione e formazione dei lavoratori sul rischio di contagio da SARS-CoV-2, nell’esame dei rischi riguardanti gruppi di lavoratori maggiormente esposti al contagio (es. operatori sanitari, forze dell’ordine) o in particolari situazioni di “fragilità” legata a fattori quali l’età anagrafica o a situazioni di pregressa morbilità.Il medico competente è stato chiamato a fornire indicazioni nella scelta di DPI e prodotti per l’igienizzazione. Anche le visite mediche sono intensificate per gestire i casi previsti dalla normativa, quali la riammissione in servizio del singolo lavoratore contagiato e poi negativizzato. Il medico competente infine è coinvolto nelle procedure di contact tracing per identificare, classificare e gestire i contatti in ambito lavorativo.Nell’attuale fase di vaccinazione, è opportuno chiarire che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico compente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali, perché si tratta di dati “non pertinenti” e “non attinenti alla valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”. Solo nell’ambito delle professioni sanitarie (operatori di strutture sanitarie, farmacie, ecc.) la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Il medico competente può invece riservarsi di esprimere giudizi di idoneità parziale e/o inidoneità temporanee per i lavoratori non vaccinati, e anche in questo caso il dato va gestito con la dovuta riservatezza e il datore di lavoro deve limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente.La vaccinazione nei luoghi di lavoro resta una "iniziativa di sanità pubblica”, riconducibile al Servizio sanitario regionale. Coerentemente, le principali attività di trattamento dati - dalla raccolta delle adesioni, alla somministrazione, alla registrazione nei sistemi regionali dell’avvenuta vaccinazione- devono essere effettuate dal medico competente o da altro personale sanitario, e il Datore di Lavoro non può chiedere di essere messo a conoscenza dell’intenzione o meno del lavoratore di aderire alla campagna, la somministrazione o meno del vaccino ovvero altri dati relativi alle condizioni di salute del lavoratore.Il testo originale è consultabile a questa pagina. Per informazioni:Ufficio SicurezzaTel.: 0422 916456/451E-mail: sicurezza@unisef.it
FORMAZIONE
07-06-2021
La liceità del trattamento parte dall’informativa
Informare parzialmente o in maniera scorretta equivale a non informare.È questo l’insegnamento che il Garante ha impartito a un’impresa manifatturiera con l’ordinanza - ingiunzione dello scorso 15 aprile 2021, comminandole una sanzione di ben 40.000,00 Euro.L’impresa, infatti, pur avendo apparentemente adempiuto agli obblighi statuiti dal Regolamento che impongono di fornire ai dipendenti un’informativa preventiva ai sensi dell’art. 13, GDPR, di fatto aveva invece omesso di specificare nella stessa le precise caratteristiche di raccolta e trattamento dei dati dei dipendenti da parte dei sistemi aziendali.Questa “dimenticanza”, sommata all’illeceità dei trattamenti medesimi, è quindi costata cara all’azienda, integrando una duplice violazione, sia sotto il profilo dell’art. 13 del GDPR, in base al quale il titolare è tenuto a fornire preventivamente tutte le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del trattamento, sia in base all'art. 5, par. 1, lett. a) del Regolamento, che impone un principio generale di correttezza e trasparenza, che trova piena applicazione nei confronti di tutti gli interessati, dipendenti inclusi.L’Autorità ha, quindi, ordinato alla società di modificare le informative rese ai lavoratori, indicando le caratteristiche dei sistemi aziendali, ingiungendole altresì il pagamento di una rilevante sanzione. Per informazioni:Tel.: 0422 916417E-mail: privacy@unisef.it
FORMAZIONE
07-06-2021
Dall’istanza dell’interessato all’ingiunzione del Garante: come gestire il contenzioso privacy
Il GDPR parla chiaro: un corretto trattamento dei dati non può che passare attraverso un percorso virtuoso di trasparenza e informazione, che deve essere in grado, tra le altre cose, di garantire all’interessato di poter disporre dei suoi dati, anche tramite un esercizio effettivo dei diritti sugli stessi.Gli artt. 12 e da 15 a 22, GDPR, in questo senso, sono categorici: all’istanza dell’interessato, il titolare deve rispondere e deve farlo tempestivamente e con precisione.Ma quali sono le conseguenze se ciò non devesse accadere?È questo un punto cardine del trattamento dei dati personali che, pur ponendosi apparentemente al di fuori del processo di raccolta e gestione del dato medesimo, rappresenta un passaggio fondamentale per evitare di finire sotto la lente del Garante.Infatti, il naturale sbocco di un mancato o incompleto riscontro da parte del titolare all’istanza dell’interessato è la possibilità per quest’ultimo di presentare reclamo al Garante, circostanza da cui può poi scaturire un procedimento e una eventuale sanzione e/o misura correttiva.Tutto quanto sopra trova, peraltro, conferma nel trend registrato nell’ultimo periodo.Al terzo anniversario del GDPR, infatti, stando al bilancio di applicazione pubblicato lo scorso 15.05.2021, il Garante risulta avere all’attivo ben 27.192 tra segnalazioni e reclami, in cui l’ultimo trimestre, da gennaio a marzo 2021, ha registrato il record storico dall’entrata in vigore del Regolamento con ben 2.839 segnalazioni e reclami (Cfr. REGOLAMENTO UE - Il bilancio di applicazione dal 25 maggio 2018 al 31 marzo 2021 del 15.05.2021)Se quindi l’andamento dimostra crescenti e sempre maggiori consapevolezza e interesse diffusi circa la privacy e la data protection, le imprese non possono farsi trovare impreparate.Il segreto, dunque, per prevenire l’innesco di possibili contenziosi, parte dal saper gestire le istanze degli interessati, accompagnato al contempo dalla conoscenza degli step di un eventuale procedimento, al fine di agire correttamente in ogni sua fase.Per informazioni:Tel.: 0422 916417E-mail: privacy@unisef.it
FORMAZIONE
04-06-2021
Pandemic fatigue: un webinar gratuito, in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico, sullo stress di fronte alle epidemie
La sensazione naturale di stanchezza e sfinimento dovuta a uno stato di crisi prolungato di cui non si intravede la fine viene definita “pandemic fatigue” e costituisce una reazione assolutamente naturale sia per le persone singole che per le organizzazioni. UNIS&F, in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico, organizza su questo tema e sulle conseguenti ricadute in tema di stress lavoro-correlato un incontro on-line gratuito:PANDEMIC FATIGUE: STRESS DI ORGANIZZAZIONI E PERSONE DI FRONTE ALLE EPIDEMIE16 giugno 2021 – orario 15.00/16.30 | VideoconferenzaL’appuntamento, rivolto a RSPP, ASPP, dirigenti, preposti, formatori per la sicurezza, psicologi, Risorse Umane, vuole analizzare gli impatti di una situazione di emergenza che si protrae nel tempo, con una conseguente sensazione di perdita di controllo, di deprivazione e di costrizione. Intende inoltre riflettere su cosa si può fare per fronte a tali impatti.Per i partecipanti che raggiungeranno la soglia minima di frequenza, è previsto il rilascio di attestato di frequenza valido ai fini dell’aggiornamento di RSPP/ASPP (1 ora).L’evento è gratuito. Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione.A questo link è possibile iscriversi e visionare il programma dettagliato dell’incontro. Per informazioni:Federica MoinoTel. 0422 916456E-mail: sicurezza@unisef.it
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