Il ruolo della privacy nella web reputation

Pubblicata il 25 maggio 2022

Ogni azienda che voglia mantenere la sua competitività sul mercato considera una priorità il monitoraggio e la difesa della propria reputazione, ben consapevole di quanto essa incida nella sua attività e possa influire sulla sua competitività.

L’interconnessione esistente tra spazio fisico e virtuale, altresì, non permette di trascurare quell’insieme di attività e informazioni presenti sul web che, a vario grado, concorrono a definirne l’identità digitale e, con essa, la web reputation.

Il passaggio dal mondo fisico a quelle virtuale, tuttavia, cambia i normali paradigmi.

Difatti, se la reputazione è il prodotto dell’interazione con il mondo, l’estensione del mondo reale a quello virtuale ha fortemente inciso nelle pratiche di conservazione e tutela della reputazione.

Difatti, se tutto quello che viene scritto, pubblicato e condiviso sul web contribuisce a costituire l’identità digitale di un soggetto, la sua reputazione digitale sarà, a sua volta, il risultato dell’interazione di una pluralità di attori che, a vario titolo ed in vario modo, concorreranno con il proprio contributo a ridefinirne l’identità stessa.

Ecco perché, soprattutto nel mondo digitale, la brand e web reputation sono strettamente connesse alla capacità di un’azienda di gestire correttamente e tutelare, non solo i dati personali che le sono affidati, ma anche i dati e le informazioni che la riguardano.

Difatti, chi protegge i dati delle persone, ne protegge l’identità e la reputazione, tanto nella vita reale che in quella virtuale, con l’effetto che una violazione dei dati che possa incidere sulla reputazione delle persone, inevitabilmente si riverserà sulla reputazione dell’azienda medesima, rea di non aver adeguatamente tutelato le informazioni che le erano state affidate e di aver cagionato un danno.

Al contempo, essere informati circa i rischi, le modalità corrette con cui gestire la propria privacy nel digitale nonché circa gli strumenti idonei per difendersi risulta indispensabile per preservare la propria reputazione, identità e immagine e, con queste, la propria presenza sul mercato.

 

Per informazioni:
Tel.: 0422 916417
E-mail: privacy@unisef.it

 

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UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it