Tra il sapere e il saper fare. Ecco lo slogan scelto da UNIS&F per rappresentare la filosofia che sta dietro ai propri percorsi formativi

Pubblicata il 09 giugno 2021

L’approccio formativo di UNIS&F è all’insegna del pragmatismo, nella convinzione che la formula della formazione efficace stia nella sinergia tra la conoscenza e la competenza, appunto tra il sapere e il saper fare.

Alcuni interventi formativi sono connotati da una componente spiccatamente pratica, come i percorsi esperienziali di UNIS&F Lab, dove la sicurezza sul lavoro è appresa anche grazie alla simulazione concreta di situazioni di rischio, dove “ci si sporca le mani” progettando e realizzando oggetti con FabLab, dove si testano i cinque sensi grazie a EUROISA, l'Istituto Europeo di Analisi Sensoriale, il primo del sistema Confindustriale.


Ma anche laddove per la tematica trattata i percorsi proposti abbiano una componente più teorica, l’approccio formativo di UNIS&F rimane pragmatico.
Questo collocarsi tra il sapere e il saper fare da parte di UNIS&F comprende anche il mondo dei servizi alle imprese e della consulenza: a volte le aziende si rivolgono a noi non per assenza di conoscenza, ma con la volontà di esternalizzare il “fare” per motivi di tempo, assenza di risorse o semplicemente per strategia aziendale, affidandoci così la risoluzione dei problemi o il ruolo di facilitatori grazie a un affiancamento costante e pragmatico.

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UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it