La mobilità sostenibile passa anche dall’azienda: il Mobility Manager

Pubblicata il 07 luglio 2021

Con il decreto del 12 maggio 2021 (in vigore dal 27 maggio scorso), il Ministero della Transizione Ecologica ha delineato le funzioni del “Mobility Manager” e ha definito i contenuti del “piano degli spostamenti casa-lavoro”, rendendo così attuative le disposizioni del “decreto Rilancio”.
La funzione del Mobility Manager e l’adozione del PSCL sono finalizzate alla riduzione dell’uso individuale del veicolo privato a motore e dovranno essere necessariamente implementate entro il 23 novembre 2021 dalle aziende la cui unità locale si trova in determinate aree geografiche (capoluogo di Provincia/Regione, Città metropolitane, Comuni >= 50.000 abitanti) e ospita stabilmente oltre 100 addetti tra dipendenti, somministrati, distaccati, lavoratori in appalto, ecc.
Nell’intento del legislatore il sostegno alla mobilità sostenibile si tradurrà in vantaggi:

  • per i dipendenti coinvolti, in termini di tempi di spostamento, costi e comfort di trasporto, stile di vita attivo;
  • per l’impresa, come ritorno in economicità e produttività;
  • per la collettività, in termini ambientali, sociali ed economici.

Per le definizioni e il dettaglio delle scadenze rimandiamo al testo del decreto.

 

Per informazioni:
Ufficio Ambiente & Sicurezza
Tel. 0422 916 451/456
sicurezza@unisef.it

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UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it