Le indicazioni della Regione Veneto per aderire alla campagna vaccinale anti-COVID19 nei luoghi di lavoro

Pubblicata il 10 giugno 2021

Mentre prosegue la vaccinazione per tutta la popolazione attraverso gli hub gestiti dalle AULSS competenti per territorio secondo il Piano di vaccinazione nazionale, la Regione del Veneto ha pubblicato nel proprio sito istituzionale tutte le informazioni relative alle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, la cui realizzazione dipende principalmente dalla disponibilità effettiva di dosi vaccinali in esubero rispetto ai fabbisogni della campagna vaccinale pubblica, nonché dalle condizioni di trasferimento dei vaccini nel rispetto della catena del freddo e dei requisiti per la loro gestione (dosaggio e divieto di accantonamento).

Da questo link è possibile accedere alla documentazione e ai riferimenti per la manifestazione d’interesse; l’adesione deve essere trasmessa, utilizzando la modulistica scaricabile dal sito, alla AULSS competente per territorio e per conoscenza alla propria associazione di categoria Provinciale.

La vaccinazione anti-COVID19 in ambiente di lavoro, anche se affidata al Medico Competente aziendale, rappresenta una iniziativa di sanità pubblica, finalizzata alla tutela della salute della collettività, e non attiene strettamente alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Pertanto la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo al Servizio Sanitario Regionale, per il tramite dell’Azienda ULSS di riferimento.

Per informazioni:
Ufficio Sicurezza
Tel.: 0422 916456/451
E-mail: sicurezza@unisef.it

Resta sempre aggiornato sulle ultime novità
news
UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it