Privacy by design ed utilizzabilità dei dati: il Garante sanziona Fastweb

Pubblicata il 04 maggio 2021

Ennesima pronuncia del Garante nei confronti di Fastweb S.p.A. all’esito di una lunga istruttoria iniziata ancora nel 2018 e che è costata all’azienda milanese una sanzione pecuniaria di 4.501.868,00 euro.

Numerose sono, infatti, le violazioni che il Garante avrebbe individuato nelle procedure adottate da Fastweb, non ultima l’esistenza di una grave falla nell’accountability, nonché in alcuni elementi cardine del principio di privacy by design (prevenzione, funzionalità, sicurezza, trasparenza del trattamento e centralità dell’interessato).

Tali violazioni, pur traducendosi in trattamenti illeciti di dati, non avrebbero infatti impedito alla società medesima di beneficiarne, anche con riferimento ai contratti sorti dalle stesse.

Pur riconoscendo, quindi, l’impegno assunto dalla società per contrastare le condotte illecite, secondo il Garante Fastweb non avrebbe fatto buon uso delle proprie attribuzioni, alle quali corrispondono i doveri di accountability e privacy by design individuati dall’art. 5, par. 2, e 25 del Regolamento, e che hanno determinato, oltre alla rilevante sanzione pecuniaria, anche il divieto per la società di ulteriore trattamento con riferimento a dati illecitamente acquisiti.

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Tel.: 0422 916417
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UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it