Un progetto camerale per congiungere il reale al virtuale

Pubblicata il 29 luglio 2021

Gli scanner 3D e la realtà virtuale sono strumenti per la ricostruzione di un modello tridimensionale. Rappresentano un punto di svolta per molteplici attività produttive: rispetto alla precedente “quotatura manuale”, infatti, garantiscono una rapida velocità di acquisizione e visualizzazione, anche di oggetti molto complessi, con una precisione sorprendente. Risultano interessanti inoltre per la loro possibilità di applicazione a qualsiasi tipo di realtà: metalmeccanica, calzaturiera, automotive, falegnameria, etc.

Vista la sorprendente velocità con cui questa tecnologia evolve, il problema che si presenta spesso nelle piccole medie imprese del territorio è un suo utilizzo limitato per mancanza di conoscenza.

Per questo UNIS&F e FabLab Treviso con il contributo della camera di Commercio di Treviso - Belluno hanno pensato a un progetto che ha come finalità quella di proporre un punto di riferimento per la divulgazione delle tecnologie legate alla scansione 3D, tecnologie che si collegano a stretto giro ad altri processi come il reverse engineering (l’analisi e la riconversione accurata di un prodotto acquisito da una scansione 3D, con lo scopo di progettare un secondo prodotto che riproduca le stesse funzionalità del primo, o parte di esse, e che sia in grado di interfacciarsi al prodotto originale) e la realtà virtuale (che mira a creare gemelli digitali nel campo visivo percepito dall’utente, tramite appositi dispositivi e visori).

Il progetto intende perciò offrire un supporto concreto alle imprese che devono affrontare questo repentino cambiamento di tecnologie, sia dal punto di vista del business aziendale (fornendo strumenti per aiutare l’impresa nei processi di produzione), sia dal punto di vista della formazione sulla base dei nuovi fabbisogni delle imprese (apprendimento per la crescita del personale e di conseguenza per la crescita aziendale).

Una conoscenza approfondita di queste nuove tecnologie e la loro applicazione permetterà alle imprese del territorio di efficientare gli uffici progettazione, ricerca e sviluppo, l’ufficio prototipazione e di accelerare la realizzazione di campioni o prototipi con la possibilità di intervento nell’apportare velocemente modifiche con costi in termini di tempo, di impianti e di materiali indubbiamente ridotti.

Per informazioni:
FabLab Treviso
Tel. 0422 916492
E-mail: info@fablabtreviso.org

Resta sempre aggiornato sulle ultime novità
news
UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it