Videosorveglianza: le nuove FAQ del Garante Italiano

Pubblicata il 17 dicembre 2020

La videosorveglianza è un tema di grande rilievo e interesse, sia in ambito pubblico che privato. Ecco che, anche all’esito dei diversi reclami e delle segnalazioni ricevute nell’ultimo periodo, il Garante italiano ha ritenuto opportuno pubblicare sul proprio sito le domande più frequenti (FAQ) in materia di videosorveglianza, sulla scia del regolamento UE 679/2016 e delle Linee Guida 3/2019 emanate dal Comitato Europeo (EDPB) sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video. Minimizzazione, liceità e responsabilizzazione le parole chiave dei chiarimenti resi, con particolare attenzione all’informativa breve, che dovrà fornire, sebbene con forme semplificate e mediante cartellonistica, tutte le indicazioni essenziali per consentire all’interessato l’esercizio dei suoi diritti. Sui tempi di conservazione, l’Autorità ha confermato il ruolo decisionale del titolare, a cui spetterà la loro determinazione, alla luce del contesto, delle finalità e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati.

Questi e molti altri chiarimenti disponibili sul sito del Garante Italiano a questo link.

Per informazioni:
Tel.: 0422 916417
E-mail: privacy@unisef.it

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news
UNIS&F
16-06-2022
Il DPO: una figura in continua evoluzione
Sono ormai passati quattro anni dall’entrata in vigore del GDPR e, con essa, dell’obbligo ovvero dell’opportunità, in alcuni casi, della nomina del DPO. In questo senso i dati ufficiali sono incoraggianti laddove, secondo quanto diffuso dal Garante Italiano, dal 25 maggio 2018 al 31 dicembre 2021 le comunicazioni dei dati di contatto dei DPO sono state oltre 60.000. Nel mentre, le sfide nel settore della privacy si sono fatte sempre più frequenti e pressanti, dimostrando l’indiscutibile centralità della materia nella quotidianità lavorativa e l’inevitabile integrazione in azienda come presupposto imprescindibile per la sua effettiva applicazione. In tutto questo, atteso il ruolo centrale che il Responsabile della Protezione Dati assume in tale frangente, la sua nomina rappresenta un momento di strategica rilevanza. L’evoluzione della protezione dei dati in azienda, dunque, non può che passare anche attraverso l’evoluzione del ruolo del DPO, in un’ottica di maggiore autonomia, indipendenza, effettiva competenza nonché di centralità in azienda. Qualità, queste, peraltro rimarcate tanto dal nostro Garante con il suo Documento di indirizzo (Documento di indirizzo su designazione, posizione e compiti del Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) in ambito pubblico del 29 aprile 2021), che recentemente dal Garante Francese nelle sue Linee Guida in materia (Pratical Guide Data Protection Officer del 15 marzo 2022). La nuova sfida applicativa del GDPR passa, quindi, attraverso la capacità e necessità per le imprese di valorizzare tale figura, garantendole quei presidi e quegli strumenti necessari affinché tale ruolo possa avere contezza del contesto aziendale. Solo così, infatti, il titolare stesso potrà effettivamente beneficiare del valore aggiunto derivante da un lecito trattamento dei dati, che l’apporto di questa figura consente concretamente di realizzare.   Per informazioni: Tel.: 0422 916417 E-mail: privacy@unisef.it