Attacco ransomware al GSE: 700GB di dati sottratti

Pubblicata il 13 settembre 2022

Ennesimo attacco informatico, questa volta subito da GSE, Gestore dei Servizi Energetici, società pubblica controllata dal Ministero dell'Economia e delle finanze, colpita da un malware di ultima generazione nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 agosto.
A rivendicarlo, i cybercriminali ALPHV/BlackCat, gli stessi che a giugno avevano colpito l’Università di Pisa, i quali hanno affermato di aver sottratto 700 Gb di dati dalla società, incluse informazioni personali, dati di contabilità, contratti, informazioni sui progetti e “molti altri documenti interni dell'azienda”.
E se la società, insieme alle autorità competenti, è riuscita a riconfigurare i sistemi e ristabilire l’operatività dei servizi, rendendo nuovamente operativo il sito web lo scorso martedì 6 settembre, questo attacco desta preoccupazione.
Non si tratta, infatti, di un caso isolato. Secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto Censis sulla sicurezza informatica, il 64,6% di soggetti (tra cittadini e imprese) è stato bersaglio di e-mail ingannevoli e, stando all’ultima analisi dell’European Union Agency for Cybersecurity, l’Italia sembra essere il paese più a rischio di minacce derivanti da ransomware. 
Ancor una volta, dunque, si conferma l’importanza di un approccio basato sul rischio, declinato anche sotto il profilo della sicurezza informatica, quale fondamentale presupposto per la prevenzione e primo step per la tutela, non solo dei dati personali, ma della salute dell’impresa stessa.

 

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